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Tipologia di gioco
Regione
Abruzzo
Città / Territorio
Montorio al Vomano (TE)
Associazione
Associazione culturale "Il Colle e il Solleone"
Contatti

Lo Stù è un antico gioco di carte a eliminazione in cui ogni giocatore ha l’obiettivo di aggiudicarsi il montepremi dato dalla somma delle poste messe in gioco. Nato in Italia, secondo le fonti, intorno al 1300, lo Stù si diffonde successivamente nel nord Europa cambiando nome in Malcontento e conoscendo la sua massima diffusione tra settecento e ottocento, in concomitanza con l’affermarsi della stampa. A ogni giro di carte, il possessore della carta più bassa paga pegno consegnando al mazziere una delle tre pedine che ha a disposizione dall’inizio della partita. Il gioco permette al giocatore in possesso di una carta bassa di passarla al giocatore seguente, correndo però il rischio di ricevere una carta peggiore o di essere impedito allo scambio. Chi alla fine del gioco rimane in possesso di almeno una pedina si aggiudica lo Stù. Nel mazzo di 40 carte ci sono un gruppo di carte numerali e due gruppi di figure. Le carte numerali sono contrassegnate da numeri romani da I a X; tra le carte figurate di più alto valore, ci sono, in ordine crescente: la Taverna, la Gnaf, il Salta, il Bum e il Cucco. Un secondo gruppo di carte figurate rappresenta valori negativi: in ordine decrescente la Nulla, la Secchia, il Mascherone e Lu Fu. C’è poi il Matto che cambia la valenza secondo l’evoluzione del gioco. Le carte mantengono l’idea originale di rappresentare tutta la società civile e i giocatori e le giocatrici hanno la possibilità durante il gioco di dare una svolta al proprio destino, a volte con successo (ricevendo una carta migliore) altre volte pagando duramente il rischio corso (imbattendosi nei trionfi, carte penalizzanti, o ricevendo una carta peggiore). Tra fortuna, caso e destino, il gioco diventa una grande metafora della vita umana.

Nel 2008 la ditta Masenghini di Bergamo, considerato l’esiguo numero dei compratori, decretava la scomparsa di questo gioco con la cessazione della produzione delle carte “Cuccù n. 21”. È stato in quell’occasione che alcuni cittadini di Montorio, membri dell’allora Associazione Culturale XV del Presidente, hanno escogitato un sistema per mantenere in vita il gioco. L’idea è stata quella di organizzare un grande torneo in piazza con tanto di “scuola” e, come contorno, un grande spettacolo. Per la prima volta, in funzione del Grande Torneo di Stù, sono state scritte e diffuse le regole del gioco ed è stato costruito un sito internet. Da allora è ripresa la produzione delle carte e Montorio al Vomano è stato identificato come “Paese dello Stù”. Attualmente partecipano al torneo circa 500 adulti tra uomini e donne e una sessantina di ragazzi, ma il gioco conosce una grande crescita di interesse, tanto da comportare la ricerca di spazi sempre più ampi per ospitare il tradizionale torneo. Il gioco ha a Montorio una diffusione capillare, viene giocato in appassionanti partite anche nelle case e le famiglie di Montorio. Nella stagione invernale, è dunque molto presente nella vita quotidiana locale. Con la raccolta fondi organizzata in occasione del torneo, l’associazione finanzia diverse opere sociali, contribuendo a rafforzare la solidarietà e il senso di comunità.

E quill de “lu Cucco”, da li timb che fu’ c’a lu paos nustr om chiamat Stù.
Fatt pass? …Gnaff! T’ha jet na peden cart arrit
e mo vet che cacchie te cumben.

Info

Mazzo di carte da gioco dello Stù

L’evento annuale coinvolge l’intero paese di Montorio al Vomano (TE) e altri comuni sia nell’ambito provinciale che regionale, e può essere organizzato a seconda degli anni in bar, associazioni e proloco, alberghi e ristoranti tra ilarità, goliardia e risate, in allegre e numerose tavolate.

Giocatori e giocatrici di tutte le età. Più si è, più ci si diverte!

L’evento annuale, denominato “Grande Torneo di Stù”, dura circa un mese e di norma inizia l’8 dicembre e termina il 6 gennaio.

Territorio

Montorio al Vomano (TE)

Montorio al Vomano, comune italiano di 7 397 abitanti (ISTAT 2022) in provincia di Teramo, fa parte della comunità montana Parco Nazionale Gran Sasso e prende il suo nome dall’espressione di origine romana “Mons Aureus” – letteralmente “monte d’oro” – per le vaste distese di grano e la prosperità del luogo. Il paese è legato al fiume Vomano, confine naturale e storico, sulla cui riva sinistra è avvenuto il suo insediamento e sviluppo. Interessato più volte negli ultimi cinquantanni da fenomeni tellurici di media e forte entità, Montorio al Vomano mantiene una forte attrattività turistica grazie ai suoi svariati siti architettonici di origine prevalentemente medievale e quattrocentesca.

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