Una lotta a corpo libero che è una sorta di celebrazione laica. Una pratica che segna il trionfo del più veloce, del più resistente, del più abile e astuto, quello che istrumpa (let. fa cadere rumorosamente) il suo avversario. È una sfida fatta di abbracci asfissianti, di un apparente immobilismo, un’attesa snervante che – quasi sempre all’improvviso – è risolto da uno scatto del corpo, uno scatto che può segnare la vittoria di uno e la sconfitta dell’altro. Ma S’istrumpa, pur essendo a tutti gli effetti un combattimento, a ben guardare è una pratica che si caratterizza per la sua nonviolenza. Grazie al corpo a corpo, infatti, si esorcizza tutta la tensione, l’aggressività e la rivalità che si accumula nei concorrenti prima della gara. La lotta, inoltre, si interrompe non appena uno dei due contendenti cade a terra, evitando così l’inasprirsi dello scontro. Le doti richieste sono la destrezza, la velocità d’esecuzione e l’equilibrio. Lotta tradizionale dalle certe origini remote, viene da alcune testimonianze storiche ed etnologiche ricondotta alla civiltà nuragica, come dimostrato dai bronzetti nuragici rinvenuti ad Uta. Questa lotta tradizionale veniva praticata in tutta la Sardegna con regole abbastanza simili e le diverse prese utilizzate impiegavano grosso modo le stesse tecniche di gamba, di sollevamento, di trazione, di spinta e proiezione.


In passato, le occasioni per cimentarsi a S’istrumpa erano molteplici: feste campestri, tosatura,vendemmie, trebbiatura, matrimoni, visita di leva e raduni militari, quando i giovani più forti – e meglio allenati – si cimentavano nella lotta per tenere alto il prestigio del proprio comune. Una tradizione di cui si trova traccia anche negli archivi militari dove si parla in più occasioni di tornei che si svolgevano fra i giovani coscritti, dove talvolta dominava un soldato di Palau o di Orune, Ollolai, Escalaplano o Narbolia, a dimostrazione che S’istrumpa veniva praticata in tutta la Sardegna. Quando, a partire dal 1964, le visite di leva non venivano più effettuate nei piccoli centri dell’interno, ma furono centralizzate a Cagliari anche questi tornei passarono nel dimenticatoio, fino a rischiare la scomparsa dei segreti di questa lotta. La rinascita arrivò nel 1985, quando un gruppo di appassionati decise di organizzare di nuovo un torneo. Si pensava che i sardi – dato il loro isolamento – fossero gli unici a praticare questa forma di lotta. Si è scoperta, invece, la forte analogia delle tecniche utilizzate in regioni lontane tra loro come la Scozia, il Cumberland, la Bretagna, il Leon.
grande studioso di lingua sarda,
deriva da istrumpare, strumpare o strampare
che significa buttare a terra rumorosamente.

Info
Corpo libero
Piazza Guglielmo Marconi, Ollolai
Due lottatori. In passato pratica unicamente maschile, ora sia maschile che femminile
Durante l’ultima decade di agosto (24-26 agosto) o nel periodo autunnale.
Territorio
Ollolai (NU)
Ollolai è un piccolo comune montano di 1 162 abitanti (ISTAT 2023) della Sardegna centrale, situato nella provincia di Nuoro. Ollolai è da sempre il cuore, la “capitale” della Barbagia. Le popolazioni di questa zona, legate al mondo agro-pastorale, in passato erano poco permeabili agli influssi delle culture esterne. Un “isolamento” che ha favorito la conservazione nel tempo delle regole e delle tecniche della lotta tradizionale della S’istrumpa. Un punto di grande interesse è il monte S’Asisorgiu, denominato Finestra della Sardegna poiché è possibile ammirare i due mari che bagnano l’isola sia nella costa occidentale che nel versante est.

