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Tipologia di gioco
Regione
Campania
Città / Territorio
Cesa (CS)
Associazione
Pro Loco Cesa
Contatti

A Cesa, in provincia di Caserta, viene tramandata l’antica pratica dello Scalillo, uno strumento di lavoro utilizzato per salire sulle viti maritate al pioppo e allevate in alberata. Denominate “alberate aversane” i filari di viti maritate possono superare i dieci metri di altezza. Lo straordinario lavoro dei vignaioli, impegnati nella cura dell’alberata con l’aiuto dello “scalillo”, una scala realizzata in legno di castagno la cui distanza tra i pioli varia a seconda dell’operatore che la utilizza, sviluppa abilità e competenze che si tramandano di generazione in generazione. Da qualche anno lo Scalillo è protagonista di una originale pratica ludica: una gara organizzata dalla Proloco, durante la quale i viticoltori si sfidano in agilità portando lo scalillo “a recchia” “a braccia” o “a spalla”. La Pro Loco di Cesa ha rivitalizzato l’uso dello Scalillo, elemento fondamentale della vendemmia eroica, organizzando una competizione ludica in piazza per far conoscere questa tradizione agli abitanti e ai turisti, sensibilizzando al suo valore i più giovani. Fino agli anni 80 il numero di viticoltori che saliva sullo Scalillo era consistente, in seguito la pratica ha visto un progressivo ridimensionamento nel numero di operatori. In occasione della vendemmia, anche i più giovani, a partire dall’età dieci anni, imparavano a salire sull’alberata; una pratica che ora è stata ripresa con orgoglio ed è divenuta la protagonista di una competizione che ha un fondamentale ruolo di trasmissione.

Si può dire che lo Scalillo cresca con il viticoltore, ogni agricoltore ha la sua scala: la distanza tra i pioli deve corrispondere a quella che intercorre tra il tallone e il ginocchio di chi lo utilizza. L’operatore deve potersi incastrare nella scala, in modo da essere in sicurezza durante il movimento di raccolta ed è necessario avere artigiani specializzati nella costruzione di questi strumenti essenziali al lavoro in alberata. Il momento della raccolta era ed è, per la popolazione di Cesa una grande festa. La comunità trasmette la buona memoria delle vendemmie del passato, quando tutte le famiglie degli agricoltori si riunivano, celebrando questo frutto della terra la cui raccolta comportava un intenso lavoro comune. Nelle vigne si lavorava cantando e, con passione, si gareggiava in abilità con lo scalillo per accaparrarsi più uva possibile arrivando a contendersi i filari di confine tra le diverse proprietà. Oggi, questa competizione si è trasformata in una gara. Per alzare da terra questo strumento è necessaria molta forza e altrettanta destrezza per poter mantenere la scala in equilibrio durante gli spostamenti.

A Rrecchia
Modalità di portare lo Scalillo,
poggiandolo sull’orecchio
per mantenerlo in equilibrio.

Info

Scala di legno di castagno, fescina (paniere intrecciato legato a una corda che corre nel binario disegnato dallo Scalillo per portare i grappoli d’uva dalla cima delle alberate al terreno)

Filari delle viti coltivate in alberate, piazza principale di Cesa (CS)

Da due in su, prevalentemente uomini

Ogni anno a settembre in concomitanza con l’Asprimium Festival.

Territorio

Cesa (CS)

Cesa è un comune di 9400 abitanti (ISTAT 2022) della provincia di Caserta, situato nella piana campana e parte dell’agro-aversano. Il territorio è principalmente caratterizzato da due elementi: le grotte tufacee che scendono nel sottosuolo, censite sino a contarne novantanove, e l’allevamento delle viti di asprinio, un antichissimo vitigno locale che viene fatto crescere in alberate monumentali. A Cesa si parla di una simbiosi tra l’uomo e la pianta: come l’alberata sale verso il cielo, così le grotte di tufo, in cui il vino viene conservato, scendono nel profondo di questa terra vulcanica, che trasmette la memoria degli antichi Greci e degli Etruschi.

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