A Castellino del Biferno, in Molise, i festeggiamenti di Sant’Antonio da Padova sono molto sentiti. Per il Santo si accendono fuochi e si realizzano altarini sempre diversi e personalizzati da ciascuna famiglia, che li compone con tessuti e fiori, gigli e ginestre raccolti nelle circostanti campagne. Per l’occasione arrivano molti appassionati dai paesi circostanti e ogni persona che prende parte ai festeggiamenti può cimentarsi in una particolare pratica ludica: il Pizzichentò, una torre umana a più piani formata da partecipanti che si dispongono gli uni sulle spalle degli altri, in maniera circolare, tenuti in equilibrio grazie all’uso di una lunga e sottile pertica di orniello. La torre si forma spontaneamente e avanza unita attraverso la via principale del paese, fianco a fianco molte altre torri vanno via via alzandosi verso il cielo, con un buon grado di improvvisazione rivendicato come carattere fondamentale della festa. La formazione della torre umana, a Castellino, include chiunque voglia prendere parte a questo rito, anche per la prima volta. Non essendoci un ordine predefinito nella formazione delle torri e non essendo in atto una competizione tra queste, la festa risulta spontanea ed estemporanea, condivisa e partecipata da tutti i presenti, che seguono le torri umane danzanti attraverso il paese accompagnati da canti popolari che invitano a collaborare e a tenere duro per non “fare la botta”, espressione che sta a indicare l’eventuale crollo della torre.


Un tempo, nel secondo dopoguerra, il tragitto delle torri del Pizzicantò di Castellino del Biferno prevedeva che la torre umana entrasse, chinandosi, nelle case degli abitanti del paese, sino a raggiungere la casa del “Comitato”: colui che organizzava la festa e che dava in dono ai pizzicantari viveri e vino (da qui il detto “Viva, Viva il Comitato con il Pizzicantò!”). Inoltre, la data in cui si festeggia il Santo, il 12 giugno, coincide con la ricorrenza della sconfitta di Napoleone a Napoli. Tra le ipotesi, si immagina che Sant’Antonio sia legato all’immagine di distribuzione del cibo ai poveri anche per la concomitanza con questa data storica, che rievocherebbe la necessità di sfamare le truppe della Santa Fede che sconfissero i francesi, sostenitori della prima Repubblica Napolitana. Da qui, durante la Festa del 12 giugno a Castellino, deriverebbe l’usanza di offrire gratuitamente alla popolazione grandi quantità di “sagnitelle al sugo bugiardo”: una particolare ricetta con pasta realizzata dalle donne del paese.
adornato con fiori, principalmente gigli e ginestre.

Info
Lunga pertica di orniello
Centro del paese di Castellino del Biferno con le sue strade, vicoli, salite e discese (CB)
Uomini e donne di qualsiasi età, in numero vario, che se la sentano di cimentarsi in una torre umana mobile e a tre piani
Il 12 giugno di ogni anno in occasione di Sant’Antonio da Padova
Territorio
Castellino del Biferno (CB)
Castellino del Biferno è un comune italiano di 434 abitanti (ISTAT 2022) in provincia di Campobasso, situato a 450 metri sul livello del mare, caratterizzato da un territorio collinare e da frequenti eventi sismici e franosi che nel tempo ne hanno ridisegnato l’assetto urbano. Gran parte dei castellinesi si è trasferita nella vicina Campobasso, polo d’impiego per molte famiglie del paese, pur mantenendo la casa al paese e un forte legame con la comunità. Il comune è soggetto allo spopolamento. Il rischio della morte sociale dell’antico paese crea negli abitanti un forte senso di appartenenza, oggi rinvigorito da una fascia di popolazione costituita da famiglie di emigrati di ritorno e immigrati, molto partecipi alla vita locale.

