Il Pirlì, tradizionale gioco della bergamasca, nasce come evoluzione dell’antico gioco della trottola, un passatempo semplice ma capace di stimolare l’immaginazione. Diffuso nelle osterie delle valli fino agli anni ’90, rappresentava un momento di svago e socialità, prima di scomparire quasi del tutto con la chiusura di questi luoghi e il progressivo cambiamento della società rurale.
Nel 1999, il Comitato Organizzatore della Festa di Trate a Gaverina Terme ha deciso di riportarlo in vita durante la Festa dei Fagioli, una celebrazione comunitaria legata alla Madonna Addolorata che per decenni aveva riunito la comunità. Questa iniziativa ha riacceso l’interesse per il Pirlì, spingendo gli appassionati a partecipare a nuovi tornei e riscoprire il piacere di questo gioco tradizionale.
Dal 2000, la Cooperativa L’Innesto ha assunto un ruolo centrale nel recupero del Pirlì, partendo dal restauro di un esemplare storico, il “Pirlì Facchinetti”. Questo modello, utilizzato fino agli anni ’60 presso la Locanda Sollievo di Gaverina, era finito dimenticato in una soffitta, ma grazie alla disponibilità della famiglia Facchinetti è stato recuperato e restaurato con cura. Da allora, sono stati creati e restaurati nuovi esemplari, permettendo a questa tradizione quasi scomparsa di trovare nuova vita e tornare protagonista di eventi culturali e ludici.


Il gioco del Pirlì si svolge su un tavolo che rappresenta un feudo medievale, con tanto di castello e una campagna circostante. Lungo il percorso sono distribuiti diversi birilli, ciascuno associato a un punteggio variabile in base alla loro posizione: quelli nella campagna valgono meno, mentre i birilli situati all’interno del castello offrono i punteggi più alti.
Per giocare, si utilizza una trottola di legno che viene lanciata con l’aiuto di una frusta, avvolta con cura per ottenere la giusta combinazione di forza e precisione. Lo scopo principale è raggiungere e abbattere i birilli più distanti e protetti, soprattutto quelli posizionati all’interno del castello, per accumulare il maggior numero di punti.
Il punteggio finale corrisponde alla somma dei valori dei birilli abbattuti durante il tiro. In una competizione, i giocatori hanno a disposizione un numero limitato di lanci, e il vincitore è chi totalizza il punteggio più alto con un singolo colpo.
La ricerca su questa pratica è parte del progetto “IN GIOCO. Comunità in rete per la salvaguardia del patrimonio ludico lombardo. Viaggio attraverso una regione che gioca” insieme all’Archivio di Etnografia e Storia Sociale (AESS) di Regione Lombardia.

Info
Il pirlì è una piccola trottola in legno resistente e difficile da scalfire che viene lanciata nel piano di gioco in legno tramite la frusta, formata da una parte di cuoio (tenuta all’esterno del tavolo e colpita veementemente con la mano) e da uno spago che viene attorcigliato attorno al pirlì. All’interno del tavolo sono presenti dei birilli di legno che, essendo molto più leggeri del pirlì, cadono al minimo tocco, mentre all’esterno è posizionata una piccola campana, usata per segnalare la presa del castello.
Le osterie e recentemente anche gli oratori.
Si gioca un giocatore alla volta
Il torneo del Pirlì si svolge da giugno a settembre in fiere, sagre e feste patronali delle valli bergamasche, in dodici le sessioni di qualificazione deguite da semifinali e finali.
La comunità del Pirlì è spesso ospite di Tocatì, Festival Internazionale dei Giochi in Strada di Verona.
Territorio
Bergamo (BG)
Bergamo è una città che incanta e sorprende, un luogo dove la storia si intreccia con il presente, creando un mosaico di arte, cultura e tradizione. Adagiata tra la pianura e i primi rilievi delle Prealpi, Bergamo si svela in un equilibrio perfetto tra la maestosità del passato e il dinamismo del presente.
Il suo cuore è diviso in due anime: la Città Alta, arroccata su una collina, custodisce i suoi tesori più antichi, tra vicoli acciottolati, piazze eleganti e antichi palazzi che si affacciano sulle imponenti mura veneziane, dal 2017 riconosciute Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Qui, il tempo sembra scorrere con il passo lento di un’epoca lontana, tra il suono delle campane e il profumo di polenta e casoncelli.
Più in basso, la Città Bassa pulsa con il ritmo della modernità. Pur conservando il fascino dei suoi quartieri storici, si è evoluta nel tempo, divenendo un centro vivace, ricco di cultura, arte e innovazione. Tra viali alberati, boutique e caffè eleganti, Bergamo si mostra nella sua veste più contemporanea, senza mai perdere il legame con le sue radici.
Nel 2023, insieme alla vicina Brescia, Bergamo è stata insignita del titolo di Capitale Italiana della Cultura, un riconoscimento che celebra la sua bellezza e il suo spirito

