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Tipologia di gioco
Regione
Marche
Città / Territorio
Treia (MC)
Associazione
ASD Carlo Didimi, Ente Disfida del Bracciale

Ragazzi e ragazze di bianco vestiti indossano un bracciale di legno appuntito con cui si ribattono una palla di cuoio. A distinguerli, il colore della fascia che tengono in vita. Giallo, verde, azzurro, viola in base all’appartenenza a uno storico quartiere della città, rispettivamente: Onglavina, Cassero, Borgo e Vallesacco. La prima settimana di agosto, via Vallesacco a Treia, in provincia di Macerata, si trasforma nell’arena per giocare al Pallone col Bracciale, poco lontano, le antiche mura, con torri e porte. La partita del Pallone col bracciale è giocata tra due squadre composte da tre giocatori: battitore, spalla, terzino. Al primo spetta il compito di iniziare il gioco con la battuta dopo il lancio del un quarto uomo – detto mandarino – la cui abilità consiste, oltreché nella scelta del tempo, nella precisione con la quale deve lanciare la palla nel supposto punto d’impatto con il bracciale. Quanto alla spalla e al terzino il loro compito è quello di rimandare la palla. Quasi completamente dimenticato con il progressivo diffondersi del gioco del calcio, il Pallone col bracciale continua a essere praticato in poche, piccole città come Treia e Mondolfo nelle Marche, Chiusi in Toscana o Faenza in Romagna. In queste zone è sopravvissuto grazie a manifestazioni folcloristiche o a momenti rievocativi fino a quando, nel 1992, venne costituito il Comitato Nazionale del Gioco del Pallone col bracciale, con sede a Treia, con lo scopo di promuovere il recupero storico e culturale del pallone tramite mostre, convegni e pubblicazioni e l’organizzazione di partite dimostrative, di tornei e di un campionato nazionale.

Il Pallone col Bracciale è uno dei tanti esempi di come, prima che il football (nato nell’Inghilterra vittoriana attorno alla metà del XIX secolo) si imponesse come modello ludico universale, in Europa e in Italia si giocasse a palla con le mani. In Italia, in particolare, faceva da padrone il gioco del Pallone col bracciale. Nato nelle corti rinascimentali, ma di antiche origini greco-romane, il pallone fu praticato dapprima da signori e aristocratici nelle arene dei palazzi nobiliari e poi da borghesi e popolani sulle piazze e slarghi delle strade acquisendo una popolarità straordinaria. Tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento, con la costruzione di impianti specifici (sferisteri), la codificazione delle regole, l’organizzazione delle partite e il propagarsi del professionismo, il gioco assurse le caratteristiche dello “spettacolo pubblico” modernamente inteso. Culla di questo sport fu soprattutto la Toscana; ma altri territori di vocazione erano anche il Piemonte, l’Emilia Romagna, e, appunto, le Marche.

Bischeri
Modo di indicare le punte del bracciale

Info

Il gioco prende il nome proprio dai due oggetti utilizzati nella pratica: il pallone e il bracciale, costruiti ancora a mano da sapienti artigiani. Il bracciale è una sorta di manicotto ricavato da un unico pezzo di legno scavato in modo tale da adattarsi quanto più possibile alla mano e al polso del giocatore, e munito di sette cerchi contornati di denti o punte di corniolo, a piramide smussata, per un totale di 105 punte.

Le partite si svolgono in via Vallesacco a Treia, nel sferisterio costruito a ridosso della piazza principale.

La partita del Pallone con bracciale è giocata tra due squadre composte da tre giocatori o giocatrici. Ogni anno il numero totale dei partecipanti dipende dal numero di squadre che aderiscono all’iniziativa, sempre però, in finale, almeno quattro sqaudre (una per quartiere di Treia).

Le partite si disputano la prima domenica di agosto. Alla “Disfida del Bracciale” accedono le squadre migliori classificate nel torneo all’italiana che inizia il penultimo sabato di luglio e che si articola in tre giornate.

Territorio

Treia (MC)

Treia è un comune italiano di 9 026 (ISTAT 2023) abitanti della provincia di Macerata, nelle Marche. Di origine Picena, la città fu distrutta due volte – prima dai Visigoti e poi dai Saraceni – e mantiene oggi il fascino stratificato della storia nelle sue mura e porte di origine romana. Treia è altresì espressione dell’antico regno degli Sforza, e, infine, magnficamente circondata da barriere architettoniche difensive costruite dallo Stato della Chiesa, di cui entrò a far parte nel IX secolo. Nota per aver mantenuto il gioco del Pallone col Bracciale sino ai nostri giorni, Treia è molto legata a questa pratica rappresentiva della cultura locale, come dimostra il monumento dedicato a Pio VI nel 1790, posto come simbolo di magnificenza di fronte al palazzo comunale dominante l’antica arena del gioco del Pallone.

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