La Lotta col bastone pugliese, è un’antica tradizione figlia di un “passatempo” di contadini e agricoltori, che si allenavano coi bastoni nei campi nei pochi tempi morti della loro attività, mentre i più bravi, per affinare abilità e agilità, si cimentavano negli spazi stretti tra i fichi d’india o gli ulivi. In verità l’uso del bastone era nato come sistema di difesa adottato principalmente dai contadini contro le aggressioni degli animali, ma con l’andare del tempo si è evoluto in una forma ludica e il bastone è diventato uno strumento di gioco e di lotta.
Lo stile di combattimento che si pratica oggi nella zona di Manfredonia è frutto di diverse influenze, in quanto la città di Manfredonia, come tutti i porti di mare, ha vissuto invasioni e contaminazioni. A modificare le regole hanno contribuito anche gli scambi avvenuti tra i vari porti. Infatti si giocava non solo in terraferma, ma anche sulle navi, tra marinai, durante le lunghe traversate. L’influenza più forte è stata quella spagnola. In generale, chi praticava il bastone pugliese veniva rispettato. Spesso il tiro con il bastone andava di pari passo con il tiro con il coltello che però non veniva insegnato a tutti perché considerato troppo pericoloso. Il figlio però non imparava mai dal padre quest’arte perché, per una questione di rispetto, non doveva mai sapere se era diventato più bravo e perché doveva temerlo. Il padre poteva dare qualche suggerimento ma non poteva mai combattere contro.


A partire dagli anni Settanta, molti praticanti hanno abbandonato questa vecchia e tradizionale arte di lotta, per avvicinarsi alle arti marziali orientali, del tutto diverse dalla Lotta col bastone pugliese per regole e filosofia.Per chi lo pratica oggi, emerge di più l’aspetto sportivo della lotta, con l’eliminazione di tutta la parte verbale iniziale, fatta per evitare malintesi e possibili accostamenti a vecchi codici malavitosi. Gli incontri si fanno sempre uno contro uno e durano un massimo di tre minuti, l’arbitro assegna i punti a seconda delle parti colpite, con una tecnica che assomiglia a quella del fioretto (mulinello-punta). L’autocontrollo è fondamentale: un tempo non si poteva toccare l’avversario, e per questo non si usavano protezioni. Mentre oggi è ammesso e per questo si sono imbottiti i bastoni e si usano protezioni. Negli scontri tra bambini il bastone è costruito in plastica leggera. Grazie alla presenza di alcune palestre dove si insegna questa tecnica la tradizione sopravvive, codificata come disciplina sportiva. La Lotta con il bastone pugliese si pratica oggi soprattutto a Manfredonia e nel Leccese, i praticanti sono tutti uomini, con un’età che va dagli 8 ai 60 anni.

Info
Bastone di legno di faggio, quercia o frassino restistente all’impatto e lungo circa 60 centimetri
Nei campi, tra i fichi d’india e gli ulivi del territorio circostante a Manfredonia e a Manfredonia presso la Palestra Sport Center Magnum in Via G. Di Vittorio, 59.
Due praticanti che si sfidano l’un l’altro, solitamente uomini
Tutti i mercoledì e i venerdì dell’anno a partire dalle 18 presso la Palestra Sport Center Magnum di Manfredonia.
Territorio
Manfredonia (FG)
Manfredonia è un comune italiano di 53 370 abitanti (ISTAT 2024) in provincia di Foggia, in Puglia. Situata nel Parco nazionale del Gargano, la città deve il suo nome a Manfredi di Sicilia, figlio dell’imperatore Federico II, che l’ha fondata nel XIII secolo. A livello ambientale il territorio si caratterizza per essere attraversato dal torrente Candelaro e dal fiume Cervaro; è soprattutto quest’ultimo ad alimentare il Lago Salso, importante oasi naturalistica. Manfredonia si caratterizza quindi per una commistione di tradizione, storia e natura. In questo contesto si inserisce anche la pratica della Lotta col Bastone, nata tra i filari degli ulivi.

