Centinaia di persone riempiono la piazza. Non stanno tutte assieme, ma formano decine di cerchi con al centro due persone. Entrambe hanno una mano chiusa a bicchiere e nell’altra un uovo in mano. È questo il primo passo della Ciuccetta, della sfida tesa a stabilire chi è il più bravo (o fortunato) nel mantenere integro il suo uovo, obbligatoriamente fresco e non sodo. Lasciando scoperta la minor superficie dell’uovo possibile, due giocatori fanno incocciare, prima delicatamente poi sempre più energicamente le due superfici. Il giocatore che svolge l’azione dall’alto è quello che porta il gioco, chi è in basso svolge apparentemente un ruolo passivo, anche se diventa importante individuare eventuali punti di debolezza delle due uova e cercare di spingere l’avversario a mettere in contatto il punto debole del suo uovo con il più resistente del proprio. Appena l’uovo si incrina viene interrotto l’incontro e il proprietario dell’uovo rotto lo consegna alla giuria. Si aggiudica la gara chi riesce ad arrivare alla fine con almeno un uovo integro. Montefalco nel Medioevo era un importante centro di produzione delle uova con un fiorente commercio anche con Roma. In un documento del Quattrocento, dove si parla della visita in zona di Mattia Corvino, re d’Ungheria, viene descritto un gioco molto simile alla Ciuccetta. E se oggi l’abilità dei singoli crea più divertimento che altro, dal Medioevo fino alla prima metà del Novecento la vittoria della gara veniva considerata utile all’economia del nucleo famigliare, visto che le uova portate a casa (anche quelle incrinate) erano un importante sostentamento per tutti, dal punto di vista alimentare e delle rendite che si potevano avere con la loro vendita.


La “ciuccetta”, che ormai da anni a Montefalco si svolge il giorno di Pasquetta, in passato era il gioco principe dell’intero periodo della Quaresima.
Il gioco vede fronteggiarsi due uova e due ‘ciuccettari’ per volta. Si sorteggia con il pari e il dispari ( pari e gaffu) chi deve stare sotto e chi sopra per colpire con la punta del proprio uovo la punta dell’uovo avversario. In particolare in passato si giocava a ciuccetta dall’alba al tramonto, nei due giorni di Pasqua e Pasquetta. Il gioco, rimasto in letargo dal 1960 al 1976, è rinato nel 1977 grazie alla Pro Loco e i ciuccettari. I ciuccettari erano uomini che avevano acquisito una particolare competenza nel battere e nell’individuare i gusci più resistenti. Alcuni escogitavano (ed escogitano ancora) vari trucchi. Ad esempio univano al mangime polvere di pietra e vitamine per far sì che venissero prodotte dalle galline delle SUPERUOVA.
È chiaro che alla base del gioco c’è l’uovo, simbolo di rinascita (Pasqua), dell’origine del mondo e della vita da esplorare per conoscere il futuro; non secondari, però, per i contadini erano il valore economico e quello nutritivo delle uova.
( Da “Montefalco: la terra e la memoria” di L. Gambacurta 2013; foto del 1978, cartolina del 1988).

Info
Uova crude
La manifestazione si svolge nella piazza principale del paese, in via Ringhiera Umbra.
Giocatori e giocatrici di tutte le età. Più si è, più ci si diverte!
Ogni anno a Pasqua, il lunedì dell’angelo
Territorio
Montefalco (PG)
Montefalco è un comune italiano di 5 372 abitanti (ISTAT 2022) della provincia di Perugia in Umbria. Circondato da vigneti e uliveti, è situato in cima a una collina che domina la pianura dei fiumi Topino e Clitunno. Per questa favorevole posizione panoramica, dal 1568 gli è stato attribuito l’appellativo di “Ringhiera dell’Umbria”. Da qui, nelle giornate più limpide, da vari punti belvedere è possibile ammirare un panorama a 360° che spazia per l’intera vallata tra Perugia e Spoleto, dai versanti del Subappennino a quelli dei Monti Martani.

