La Capanna è un gioco che ha bisogno di pochi accessori: un pezzo robusto di panforte da mezzo chilo incartato alla vecchia maniera in un foglio di carta oleata, un tavolo sufficientemente lungo e un Misurino, cioè un arbitro dotato di metro “a stecca” che deciderà le sorti del gioco. Il campo da gioco è un tavolo, generalmente quadrato di 50-70 cm di lato, e dalla linea di tiro (la Sdriscia che può essere o meno segnata a terra) a circa cinque metri di distanza da esso. In ogni partita si affrontano due squadre di due (raramente tre) giocatori l’una. Il gioco consiste nel lanciare un panforte più vicino possibile al bordo più lontano del tavolo. Dopo il primo lancio, l’arbitro misura la distanza tra il limite del panforte e il fondo del tavolo e, senza dichiararla a voce, mostra agli astanti la misura, che continua a tenere con il dito. Se il lanciatore della seconda squadra riesce a far meglio, il turno passa al secondo giocatore della prima squadra. Se invece non è riuscito ad avvicinarsi al limite del tavolo più dell’avversario che l’ha preceduto, il turno passa al proprio compagno che può togliere il punto agli avversari, oppure fallire e concedere la vittoria del primo giro alla squadra opposta. La partita termina al raggiungimento del punteggio concordato tra le squadre, generalmente 6, 8, oppure 12 punti.


Se il panforte cade, il tiro è nullo. Se il medesimo riesce in una Capanna, ovvero il tiro che si ottiene quando il panforte resta in bilico fuori dall’estremità lontana del tavolo, la nuova misura da superare diviene quest’ultima. Esistono due stili di lancio del panforte: “di punta”, oppure “a schiaffo”, e i giocatori esperti ne prediligono e affinano generalmente uno. Anche nel gesto del lancio esistono diversi stili: c’è chi tira da fermo, chi tira co’ ‘n passo e chi tira più di rincorsa. Al termine del gioco la squadra perdente paga il panforte e quella vincente paga da bere. Fino agli anni Sessanta questo dolce entrava nelle case degli amiatini quasi esclusivamente come trofeo di una partita, poiché raramente, dato il costo, veniva acquistato in negozio. Il gioco del panforte si caratterizza anche per il linguaggio tutto particolare e coinvolgente usato dall’arbitro che, dopo ogni lancio, deve dire «pari è peggio» se il nuovo lancio non supera il precedente (che dà il riferimento); griderà invece «pari è meglio» se il lancio è migliore del tiro precedente, avvicinandosi di più all’estremità del tavolo; ironicamente dirà «sopra è meglio» a chi non riesce neppure a prendere il tavolo.
Info
Forma di panforte da mezzo chilo
Il gioco della Capanna si pratica nelle osterie di Santa Fiora.
Giocatori e giocatrici di tutte le età divisi in due squadre da due o tre elementi ciascuna
La “stagione agonistica” va da novembre a poco dopo l’Epifania, ma le partite più importanti si giocano a dicembre.
Territorio
Santa Fiora (GR)
Santa Fiora, comune toscano di 2484 abitanti (ISTAT 2023) in provincia di Grosseto, è riconosciuto come uno tra i borghi più belli d’Italia e Bandiera Arancione del Touring Club italiano. Posto nell’area del Monte Amiata, Santa Fiora si sviluppa sul versante ovest del monte Calvo, nei pressi della riserva naturale di Ss. Trinità, tra rilievi collinari e montuosi. Come in altri centri appenninici, anche qui parte dell’economia agricola è legata alla cultura del castagno. Il borgo di Santa Fiora è connotato da un forte attaccamento alle tradizioni che di anno in anno si rinnovano e vengono in questo modo trasmesse alle nuove generazioni. Il gioco natalizio della Capanna è una di queste.

