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Tipologia di gioco
Regione
Piemonte
Città / Territorio
Farigliano (CN)
Associazione
Associazione Gioco delle Bije
Contatti

Il “Gioco dei birilli – Bijè” di Farigliano nelle Langhe è di origini antichissime. Collegato ai riti di fertilità e di possesso dei terreni è un’attività esclusivamente femminile che si svolge nelle piazze e nei cortili del territorio del paese. Oggi le giocatrici, tra i 15 e i 99 anni, disputano una pratica che ha origini remotissime e che sembra essere stata ideata da Isabella Doria, marchesa del 1300, per risolvere una disputa tra due fazioni di fariglianesi, i Gesian e i Craciot. Altri ritengono che il gioco derivi da un antico rito di fertilità, dato dal tradizionale modo di giocare, consistente nel conficcare nella terra un legno appuntito. La tesi è supportata dal modo in cui vengono disposti i birilli: otto sono posti in cerchio e il nono, più alto, al centro. Se il birillo centrale cade con la punta rivolta verso l’interno, la giocatrice ottiene nove punti, il massimo raggiungibile. Simbolicamente la caduta del birillo con la punta rivolta all’interno indicherebbe l’avvenuta fecondazione. Oggi come allora la pratica delle Bijè è destinata unicamente alle donne, ciò che è variato risiede nel fatto che a giocare, un tempo, fossero soltanto le giocatrici più anziane, mentre le giovani giocatrici potevano soltanto assistere alle competizioni perché prive di esperienza. Nella comunità di Farigliano attraverso il giog d’le bije la popolazione femminile ha trovato un modo per affermare la propria identità e indipendenza di genere, conquistandosi nel tempo uno spazio di autonomia rispetto alla controparte maschile, tradizionalmente protagonista delle attività ludiche.

Le occasioni in cui le donne di Farigliano si ritrovano a giocare sono numerose. Da quando inizia a fare caldo, i lunedì e i mercoledì, è facile vederle giocare nel cortile della Canonica. Un appuntamento fisso è invece quello del lunedì o mercoledì dell’ultima settimana di agosto all’interno della sagra del paese, la Festa del Bon Vin, organizzata ormai da cinquant’anni. Complessivamente, le donne che lo praticano sono circa un centinaio, ma al gioco prendono parte al massimo 24 coppie per volta. La metà delle giocatrici ha un’età che va dai 50 ai 70 anni, mentre le altre si dividono tra i 20 e i 50. Le regole del gioco sono rimaste invariate nel corso del tempo: si gioca a coppie e le partecipanti devono abbattere i birilli colpendoli con una boccia di legno detta Ribata.

Ghita!
È un’espressione dialettale
usata durante il gioco dai bambini fariglianesi
per dire basta, alt, tregua, per interrompere
momentaneamente il gioco,
per riprendere fiato e poi ricominciare.
Col cu fora
Punto che viene fatto
se si abbatte il birillo centrale
e questo cade con la base fuori dal cerchio,
vale il massimo del punteggio, nove punti.

Info

Si gioca con nove Bijè in legno di olmo, di cui otto alte 80 cm e una alta 90 cm, e una boccia, la Ribata, del diametro di 15 cm.

Storicamente, i birilli costituivano per le donne un passatempo della bella stagione: vi giocavano qualche volta alla sera dopo le lunghe giornate lavorative nelle cascine delle Langhe. Le grandi sfide, invece, avvenivano alla domenica pomeriggio sulla piazza del paese o in occasione delle feste. Oggi, la sfida più grande avviene in paese, durante la Festa del Bon Vin.

Gioco ad esclusiva femminile

Fine agosto, durante la “Festa del Bon Vin”

Territorio

Farigliano (CN)

Farigliano è un comune italiano di circa 1700 abitanti (ISTAT 2023) in provincia di Cuneo, situato al confine con il sito UNESCO “Paesaggio vitivinicolo del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato”. Sorto in prossimità del fiume Tanaro, è circondato dal paesaggio aperto delle Langhe: un entroterra collinare caratterizzato da calanchi tufacei azzurrognol, disegnato dalle attività umane, ricco di vigne e coltivi in cui spiccano le macchie di piccoli boschi, o prendono avvio stretti anfratti poco battuti. Avamposto dei possedimenti dei marchesi di Saluzzo, Farigliano è un paese ricco di storia.

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